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Opera San Francesco per i Poveri
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Home / Comunicazione / News / Viaggio in Siria: l'esperienza raccontata e vissuta da Elisa Biondi, una nostra volontaria

Giugno 2008

VIAGGIO IN SIRIA: L'ESPERIENZA RACCONTATA E VISSUTA DA ELISA BIONDI, UNA NOSTRA VOLONTARIA

4 Maggio, finalmente si parte!
Ci ritroviamo in 15 all'aeroporto di Malpensa per volare in Siria, con arrivo a Damasco.
Siamo tutti emozionati, elettrizzati, stiamo iniziando il nostro comune cammino in una terra che è stata culla di civiltà, di popoli che hanno segnato e fatto la storia, crocevia di incontro tra oriente e occidente.
Terra dove si parla ancora l'aramaico, la lingua di Gesù!

Damasco, città moderna dal fascino antico, situata in mezzo a una verde oasi, all'ombra della sua fertile Ghuta irrigata dal Barada.

Nel cuore della città visitiamo la moschea degli Omayyadi con i suoi tre minareti al cui interno è venerata la tomba di Giovanni il Battista (visitata da Papa Giovanni Paolo II in occasione della sua visita in Siria), il mausoleo del Saladino, lo splendido Palazzo Azem, il colonnato del tempio di Giove ed il caratteristico e colorato suk.
Non solo moschee ma anche chiese: Sant'Anania, cappella costruita sul luogo dove Paolo riacquistò la vista e ricevette il Battesimo e la chiesa di San Paolo, che ci ricorda la sua grande missione evangelica.

Sulla strada che da Damasco ci porta ad Aleppo visitiamo il Crac des Chevaliers, castello fortezza medioevale che vide la guerra tra i crociati e le armate del potente Saladino, le norie di Hama, enormi ruote sul fiume Oronte che servono per irrigare i campi, gli scavi archeologici italiani ad Ebla, le rovine ed il cardo romano di Apamea e, finalmente, Aleppo, la città più orientale della Siria, con la sua splendida cittadella che domina la città ed il suk più caratteristico della Siria pervaso di aromi speziali e dal profumo del famoso savon d'Alep.

Lasciamo Aleppo per andare verso la Mesopotamia, attraversando un deserto dalla sabbia rossa, gialla e a volte verde. Non è un miraggio! Sfruttando le risorse idriche dei fiumi Oronte ed Eufrate nel deserto siriano si incontrano coltivazioni di orzo, verdure e uliveti.

Mentre continuiamo il nostro viaggio in pullman veniamo investiti da un forte temporale, la strada sembra un fiume. Niente paura! ...l'autista è bravissimo e alla fine un arcobaleno è apparso sopra una città fortificata emersa improvvisamente dal deserto, Ar-Rasafa nome attuale, Sergiopolis al tempo dell'impero romano, in onore di San Sergio. Uno spettacolo mozzafiato. Veniamo accolti da bambini nomadi, bellissimi, dagli occhi neri splendenti!
Le caramelle sono andate a ruba, così le matite. E' un sito veramente notevole, fu la capitale sia dei Gassanidi che degli Omayyadi. Le mura di cinta sono ancora tutte integre, all'interno della città ci sono i resti di una chiesa bizantina dedicata a San Sergio.

Arrivati finalmente in Mesopotamia visitiamo Mari (ci troviamo a soli 10 km dal confine con l'Iraq), il sontuoso palazzo reale di 300 camere, la biblioteca e un tempio. La cosa incredibile è che queste mura sono fatte di fango, paglia e mattoni crudi e risalgono a 5000, 4000 anni fa! I reperti bellissimi trovati a Mari sono conservati nel museo nazionale a Damasco e sono testimonianza dell'alto livello artistico e culturale raggiunto dal regno di Mari. La città regno fu distrutta, per fortuna non completamente, dai babilonesi.

Dura Europos, città fortezza, era il centro in cui si fermavano le carovane provenienti da molte direzioni ed in particolare quelle della "Via della seta". I suoi resti imponenti, compresa una sinagoga, dominano l'Eufrate dall'alto di una collina. Fu l'ultimo baluardo Bizantino contro gli attacchi dei Persiani.

Dopo 300 km arriviamo alla città della regina Zenobia, la mitica Palmyra!
Palmyra é un'emozione indescrivibile! Il suo castello, le torri tombali, le colonne, il cardo, le terme di Diocleziano, il teatro, il tempio di Bal, visti al tramonto con le pietre, i sassi, la sabbia, che pian piano si colorano di giallo, di rosa&. Uno spettacolo, la foto più bella, quella che rimane nella mente e nel cuore!
Questa città fu costruita da Zenobia, donna guerriera e ambiziosa, ma dotata di grande senso artistico. Peccato che la sua ambizione la portò a sfidare Roma e finì sconfitta e sottomessa e Palmyra fu rasa al suolo!

L'ultima parte del viaggio ci porta a Maaloula, la terra dove si parla l'aramaico. E' un villaggio roccioso della catena montuosa Al Kalamoun (siamo al confine con il Libano) con le case sovrapposte a terrazza, su un pendio ripido in calcare. Mentre stiamo entrando in paese con il pullman, la nostra guida Said chiede all'autista di fermarsi e fa salire due giovani del posto che ci recitano una poesia in aramaico, una lingua molto armoniosa e dolce.
Gli abitanti sono cattolici. Maaloula ha due chiese molto importanti: San Sergio, dove abbiamo il piacere di ascoltare da una ragazza del posto il Padre Nostro in aramaico e la chiesa di Santa Tecla, che abbiamo raggiunto dopo una ripida discesa in una stretta gola. Lì abbiamo pregato sulla tomba di Santa Tecla, una delle prime martiri cristiane.

Nell'ultimo giorno di questo affascinante viaggio, visitiamo il museo nazionale di Damasco, molto interessante e con reperti veramente unici e bellissimi provenienti dai vari luoghi da noi visitati; infine, partecipiamo alla Santa Messa nella chiesa latina parrocchiale in Damasco dedicata a Sant'Antonio da Padova e perciò luogo francescano.
Il nostro viaggio non può avere una conclusione più bella: il giorno di Pentecoste siamo in Siria a partecipare alla Santa Messa officiata da un giovane padre cileno in lingua inglese, con fedeli italiani, siriani e filippini!

Questa esperienza di viaggio mi ha lasciato ricordi meravigliosi di luoghi e di persone.
Credo che coloro che iniziano un viaggio con i volontari di Opera San Francesco si accorgono cammin facendo di diventare parte di un vero gruppo in cui l'attenzione e l'accoglienza vengono spontaneamente riservate a tutti i membri. L'esperienza di viaggio ti permette di condividere l'emozione ma anche la fatica, di scoprire i tuoi compagni di viaggio, le loro particolarità e qualità. E' così che nasce un gruppo in stile OSF, attento alle esigenze delle persone e pronto a prendere sottobraccio e aspettare chi resta indietro.

E' proprio questo il vero viaggio, il viaggio verso l'altro.
E' proprio questa la meta simbolica, l'incontro con l'altro.
Si inizia il viaggio da soli e si termina inseriti in un gruppo di amici.

Guarda le foto del viaggio!

 

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