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Opera San Francesco per i Poveri
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Settembre 2008

LETTERA DI PADRE MAURIZIO

Caro Amico, cara Amica,
siamo prossimi alla festa di San Francesco e come ogni anno Opera ha organizzato varie iniziative per celebrare il santo di cui porta il nome.

C'è una espressione di Giovanni Paolo II, il papa amato da tutti, che ci può aiutare a riflettere. Dice in un documento: "Voi non avete solo una gloriosa storia da ricordare e da raccontare, ma una grande storia da costruire!" È facile parlare e raccontare le gesta di Francesco, il suo coraggio, la sua povertà, la sua vita di preghiera, il suo conformarsi a Cristo crocefisso. Chi di noi leggendo una biografia di Francesco non prova stupore e ammirazione? E come non domandarci dove Francesco abbia trovato la forza per compiere ciò che ha fatto, segnando la storia della Chiesa e del mondo?

Francesco ha accolto con pienezza il dono della fede e questa ha trasformato la sua vita, rendendo sempre nuova e dinamica la sua relazione con Dio e con i fratelli.

Ecco che cosa sentiva Francesco per Gesù, stando a ciò che narra il suo primo biografo: "Gesù portava sempre nel cuore. Gesù sulle labbra, Gesù nelle orecchie, Gesù negli occhi, Gesù nelle mani, Gesù in tutte le altre membra& Anzi, trovandosi molte volte in viaggio e meditando o cantando Gesù, scordava di essere in viaggio e si fermava a invitare tutte le creature alla lode di Gesù".

La comunione con Gesù apre il cuore di Francesco: è qui che trova il motivo per un cammino di conversione, è qui che trova il coraggio di baciare il lebbroso e di spendersi nel loro servizio; è l'ascolto della parola di Dio che definisce la sua vita nella povertà e nell'umiltà, nella preghiera e nella lode; è il suo totale abbandono nelle mani del Padre delle misericordie che rende Francesco l'uomo mite per eccellenza, l'amico di tutti, il fratello universale. "Una grande storia da costruire!". La testimonianza di Francesco diventa sprone per ciascuno di noi, perché la storia attende il nostro impegno e le nostre decisioni.

La Chiesa raccoglie da Francesco l'invito a camminare sulla via della santità, ma raccoglie anche il monito di stare ancora di più con i piccoli, ad accettare la povertà come beatitudine evangelica, a mettersi al servizio dei poveri, degli ultimi, dei dimenticati.

Credenti e non credenti, affascinati dalla santità del Poverello, in un mondo lacerato da discordie, dove sembra non trovar più spazio la logica evangelica del perdono e della riconciliazione, tutti siamo chiamati ad essere uomini di pace, alla ricerca della giustizia, capaci di perdono.

Prossimo alla morte, Francesco dice: "Io ho fatto la mia parte; la vostra, Cristo ve la insegni". Con Francesco ascoltiamo la parola del Signore che orienta e indirizza le nostre scelte piccole e grandi di ogni giorno; con Francesco, ad ognuno di voi auguro pace e bene!

 

      padre Maurizio Annoni

 

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Settembre 2008