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Opera San Francesco per i Poveri
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Marzo 2009

LETTERA DI PADRE MAURIZIO

Caro Amico, cara Amica,
un episodio pasquale da leggere è l'incontro di Gesù con i due discepoli di Emmaus. L'evangelista Luca ha costruito il suo racconto attorno all'immagine del cammino. Dapprima un cammino che allontana da Gerusalemme, dagli avvenimenti della passione e dal ricordo di Gesù. Potremmo dire un cammino dalla speranza alla delusione, al fallimento, un cammino carico di tristezza.
Ma poi - dopo l'incontro con la parola del Signore - un cammino di ritorno, dalla delusione alla speranza: "partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme". L'inversione di marcia è dovuta alla nuova lettura degli eventi che lo "sconosciuto" ha loro suggerito. Gli eventi sono rimasti quelli di prima (la croce e il sepolcro vuoto), ma ora sono letti diversamente, con occhi nuovi. Hanno capito la risurrezione del Signore e hanno ritrovato il senso della vita.

La risurrezione di Cristo costituisce l'evento più sconvolgente della storia umana. E quell'evento ha donato a tutti una nuova speranza: sperare, ora, non è più attendere che qualcosa avvenga. È essere certi che qualcosa è avvenuto, perché "il Signore è risorto e vive immortale".

Penso al caro Fra Cecilio, di cui quest'anno ricorre il venticinquesimo anno dalla morte. Non fatico ad associarlo ai discepoli di Emmaus: ha camminato nella sua lunga vita, ascoltando e vivendo la parola del Signore; Fra Cecilio ha riconosciuto il Risorto non solo nello spezzare il Pane, ma nel volto di migliaia di poveri che ha servito con le proprie mani e per i quali è stato testimone di speranza e di carità. Ha camminato per le strade di Milano incontrando migliaia e migliaia di persone, dicendo a tutti "Sai che il Signore ti vuole bene?". Ha bussato a innumerevoli porte chiedendo per i poveri.

Penso al cammino di tanti nostri poveri, ai loro "viaggi della speranza" che intraprendono venendo da paesi lontani, affrontando notevoli rischi. Il loro cammino si interseca con il nostro. È il cammino di Opera San Francesco che quotidianamente è sostegno e conforto a chi vive nella solitudine, nella povertà. A chi cammina spesso senza una meta, è importante garantire punti di riferimento dove poter trovare una risposta alle necessità manifestate. La mensa, l'ambulatorio, le docce, il guardaroba, il servizio sociale sono la risposta e a partire da questi servizi il cammino dei poveri può riprendere sorretto dalla certezza che qualcuno cammina con loro e fedelmente li accompagna.

Il povero che cammina ha sempre con sé qualcosa, una borsa, una bisaccia: è il suo "patrimonio", poche cose per lui importanti. Anche noi possiamo concorrere a riempire la bisaccia. Lì possiamo mettere il pane della carità, la luce della speranza, il calore di un'amicizia. Perché il cammino non sia troppo duro!

"Cristo, mia speranza, è risorto": auguri di Buona Pasqua!

 

      padre Maurizio Annoni

 

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Marzo 2009