menu
Opera San Francesco per i Poveri
Opera San Francesco per i Poveri
Home / Comunicazione / News / Essere volontaria in OSF vuol dire viaggiare stando fermi

Aprile 2018

ESSERE VOLONTARIA IN OSF VUOL DIRE VIAGGIARE STANDO FERMI

"Sono in OSF dal 1984 - dice Chicca - ho iniziato a fare volontariato una volta al mese con la parrocchia. Ho sempre avuto a che fare con chi si trova a disagio, anche con i senza dimora, perché andavamo ad aiutarli in stazione Centrale a Milano o al centro di viale Ortles. Mi ha sempre interessato questo mondo, sin da 14 anni ho sempre desiderato dedicarmi agli altri. Per anni ho prestato servizio in Mensa, tutti i sabati, poi alle Docce e Guardaroba. Quando è stato inaugurato il Poliambulatorio poi mi hanno chiesto di dare una mano qui dove vengo tutti i lunedì e i mercoledì. Sono così tanti anni che frequento OSF che ho vissuto i cambiamenti di tutti i servizi: prima erano frequentati da molti italiani, poi da stranieri, ora ancora da italiani, per via per esempio delle separazioni. Purtroppo vedo molta gente giovane che non ha lavoro. Spesso dico che la statua di San Francesco in piazza ci rappresenta molto: noi abbiamo le braccia aperte, accogliamo tutti. Poi, secondo me, se uno viene qui, per me ha bisogno".

"Dico sempre che qui in OSF viaggio stando ferma. Quando invece dico agli utenti che, amando viaggiare, sono stata nei loro paesi, loro sono contentissimi. Penso che essere lontani dagli affetti, in una realtà diversa, sbattuti, senza conoscere la lingua, non è facile. E se capitasse a me? Io cosa farei? La difficoltà del vivere di oggi, dello stare al mondo, senza affetti, senza relazioni, perché siamo collegati con tutti, ma in realtà soli, io la sento molto.

Stare al Servizio distribuzione farmaci mi piace perché è andare incontro a tutti. Di primo acchito siamo portati a giudicare, non dovremmo farlo, io stessa mi impegno a non farlo, ma non è sempre facile. Cerco invece di far prevalere i rapporti e per questo non serve fare tanti discorsi, a volte bastano anche solo 2 minuti. Mi dispiace che ci sia il vetro qui al Servizio, ma anche la mimica, il sorriso servono. Molta gente ha bisogno di parlare, di essere considerata, ascoltata. Io faccio la volontaria per restituire in parte la fortuna che la vita mi ha dato.

OSF mi ha insegnato molto, forse è più quello che ho ricevuto rispetto a quello che ho dato. Un'esperienza che aiuta a non avere paura della diversità. La diversità è fonte di ricchezza, non qualcosa di cui avere paura. Stare qui mi ha insegnato a non giudicare".

Condividi su: Condividi con Facebook Condividi con Twitter

 

Notizia presente
nella newsletter
Aprile 2018